La leggenda della Rosa Canina

Come sempre in questa stagione siamo andati a raccogliere la rosa canina. E' un arbusto molto diffuso in campagna: lo troviamo ai margini dei boschi e nei campi non più coltivati; si tratta infatti di una pianta colonizzatrice che ama i terreni incolti, dove prepara il ritorno del bosco. Ama posizioni assolate e spesso cresce in compagnia del prugnolo e del biancospino e insieme danno rifugio a tanti piccoli animali che durante l'inverno si proteggono dietro le loro spine e si nutrono dei loro frutti. La rosa canina o selvatica è antichissima e viene ritenuta la principale antenata delle rose coltivate.

La leggenda narra che Bacco, il dio del vino, si invaghì di una ninfa e tentò di conquistarla. Lei terrorizzata fuggì ma inciampò in un cespuglio. Provò più volte a rialzarsi ma Bacco la raggiunse. Consumato l’atto, Bacco soddisfatto volle ringraziare il cespuglio e così lo trasformò in una rosa e fece sbocciare splendidi fiori di un delicato color rosato, il colore delle guance della sua ninfa.

 

A maggio si cosparge dei suoi bellissimi fiori rosa e bianchi che nel linguaggio dei fiori indicano l'Indipendenza ma anche la Poesia. In questo periodo invece si fa  notare per le sue bacche rosse che colorano le fredde atmosfere invernali. Si tratta di frutti commestibili,  usati ancora oggi efficacemente in  erboristeria e fitoterapia. Con  le prime gelate notturne infatti i frutti della rosa canina maturano diventando teneri e morbidi, pronti per essere raccolti… ma attenzione, la rosa canina ha i rami cosparsi di grosse spine a  forma di uncino! In realtà  si tratta di un falso frutto perché i veri frutti sono i piccoli “semini “ che sono contenuti all’interno, ma questi, se ingeriti, procurano fastidiose irritazioni intestinali, tanto da essere  chiamati in alcune regioni italiane, “picca in cul o grata  cul” ad indicarne appunto i  deleteri effetti secondari.

 

I cinorrodi, così vengono chiamati i falsi frutti della rosa canina, sono ricchissimi di vitamina C, circa 100 gr contengono infatti la stessa quantità di vitamina C di 1 kg di agrumi  e rendono la rosa canina un fitoterapico utilissimo nella stagione invernale, capace di aumentare le difese immunitarie durante i mesi in cui più facilmente ci si ammala.  Le numerose proprietà terapeutiche dei cinorrodi la rendono efficace inoltre come astringente, diuretico, disinfettante, calmante e rinfrescante.

 

Con questi generosi frutti si possono infine preparare anche ottime marmellate, sciroppi e tisane ricche di vitamine e minerali per darci la forza necessaria a superare il freddo periodo invernale. Lasciando in infuso per una giornata in acqua bollente 50 grammi di petali e filtrando il liquido attraverso maglie piccole in un vaso di miele, si ottiene il miele rosato; mettendo a macerare la polpa del frutto nella grappa per 3 settimane si ottiene un ottimo ammazzacaffè! Se volete provare una squisita gelatina di bacche di rosa canina e Vin Santocliccate qui e leggete la nostra ricetta! 


   Vi aspettiamo al Castagnolino per la raccolta della Rosa Canina!